01
Cosa sono i tarocchi e cosa non sono
I tarocchi sono un mazzo di 78 carte piene di simboli. Ogni carta mostra una scena che si riconosce subito: qualcuno che si mette in cammino, una torre che crolla, una donna che tiene a bada un leone senza alcuno sforzo. Sono cose che prima o poi viviamo tutti. Dubbi, perdite, innamoramenti, cambi di lavoro, la voglia di ricominciare da capo.
Per questo funzionano così bene come strumento di riflessione. Quando peschi una carta e la colleghi alla tua domanda, l'immagine ti costringe a guardare quello che ti succede da un'altra prospettiva. A volte conferma qualcosa che sentivi già. Altre volte ti mette davanti proprio ciò che stavi evitando.
Quello che i tarocchi non fanno è emettere sentenze. Le carte non decidono al posto tuo e non segnano un destino già scritto. Mostrano delle tendenze, come stanno le cose adesso e dove potrebbero andare, e quello che succede dopo dipende da te. Se una stesa ti spaventa, prendila come uno spunto su cui riflettere, mai come una condanna.
E non sostituiscono un medico, un avvocato o uno psicoterapeuta. Usali per ascoltarti e mettere ordine nei pensieri, e rivolgiti a un professionista quando la situazione lo richiede.
02
Com'è fatto un mazzo di tarocchi
Un mazzo completo ha 78 carte, divise in due gruppi. Conviene capirlo per prima cosa, perché ti dà una mappa. Prima ancora di sapere cosa significa una certa carta, sai già di che tipo di questione si tratta.
Gli Arcani Maggiori sono 22 carte numerate da 0 a XXI, dal Matto al Mondo. Toccano i grandi temi della vita, come l'amore, il potere, una crisi, la speranza o la fine di un periodo. Quando in una stesa escono molti Maggiori, la situazione ha un certo peso e di solito segna un prima e un dopo.
Gli Arcani Minori sono 56 carte divise in quattro semi da 14. Parlano della vita di tutti i giorni: una discussione, un pagamento in sospeso, un appuntamento, un progetto che parte. Ogni seme ha dieci carte numerate, dall'Asso al Dieci, e quattro figure: Fante, Cavaliere, Regina e Re.
Ogni seme è legato a un elemento, e saperlo aiuta tantissimo nella lettura:
- Bastoni, fuoco. L'azione, i progetti e la voglia di fare.
- Coppe, acqua. Le emozioni, l'amore, i legami e l'intuito.
- Spade, aria. La mente, le decisioni, le parole e i conflitti.
- Denari, terra. I soldi, il lavoro, il corpo e le cose materiali.
- I numeri seguono un ritmo. L'Asso è il seme da cui parte tutto, il Cinque porta spesso tensione e il Dieci chiude il ciclo.
- Le figure possono essere persone che ti stanno intorno oppure atteggiamenti tuoi. Il Fante impara, il Cavaliere si muove, la Regina si prende cura dall'interno e il Re guida dall'esterno.
Guarda le 78 carte dei tarocchiIl Matto, la prima cartaAsso di Coppe
03
Scegliere e curare il tuo primo mazzo
Come primo mazzo ti consigliamo uno basato sul Rider-Waite, illustrato da Pamela Colman Smith all'inizio del Novecento. È il riferimento di quasi tutti i libri e i siti, compreso questo, e per chi comincia ha un vantaggio enorme. Gli Arcani Minori hanno scene complete e non solo simboli ripetuti, come succede invece in molti mazzi marsigliesi. Così puoi leggere il Cinque di Coppe guardando la figura che piange sulle coppe rovesciate, senza memorizzare niente.
C'è chi dice che il primo mazzo te lo deve regalare qualcun altro. È un'idea carina, ma non è una regola. Se ti va, compralo tu. Quello che conta è che le immagini ti piacciano e ti venga voglia di guardarle, perché ci passerai sopra un sacco di ore.
Per prendertene cura non servono rituali complicati. Tienilo in una scatola o in un sacchetto di stoffa, lontano dall'umidità, e maneggialo spesso così ti diventa familiare. Se ti aiuta a concentrarti, fai un piccolo gesto prima di leggere, come respirare a fondo, accendere una candela o mescolare qualche secondo in silenzio. Fallo perché ti è utile. La lettura vale lo stesso anche senza.
- Scegli immagini che ti dicano qualcosa appena le vedi.
- Controlla che ci siano tutte le 78 carte e che i Minori abbiano delle scene.
- All'inizio usa sempre lo stesso mazzo, così ci prendi la mano.
- Mescola come ti viene più comodo: dall'alto, a ventaglio o spargendo le carte sul tavolo.
04
Imparare le carte senza memorizzarle
L'errore più comune all'inizio è voler imparare 78 significati a memoria, come per un esame. Si dimenticano in fretta e in più ti fanno leggere in modo rigido. È più facile, e anche più bello, guardare l'immagine prima di leggere qualsiasi cosa su quella carta.
Prendi una carta e chiediti cosa vedi. Chi c'è, cosa fa, in che posizione si trova, quali colori dominano, se è giorno o notte, cosa c'è sullo sfondo. Nell'Eremita vedi qualcuno da solo in cima a una montagna, con una lanterna che illumina soltanto il passo successivo. Non ti serve un libro per capire che parla di ritirarsi, di cercare risposte dentro di sé e di andare avanti piano.
Poi, e solo poi, leggi il significato tradizionale e confrontalo con quello che avevi visto tu. Spesso coincide. Quando non coincide, ti resta in testa molto meglio, perché l'hai legato a un'immagine e a una sensazione.
La cosa che aiuta di più è tenere un diario dei tarocchi. Ogni mattina pesca la carta del giorno e annota cosa vedi nell'immagine e cosa pensi che ti dica per quella giornata. La sera aggiungi cosa è successo davvero. In qualche settimana avrai un ricordo tutto tuo di molte carte, e questo vale più di qualsiasi elenco.
- Descrivi la scena ad alta voce o per iscritto.
- Scrivi tre parole che ti fa venire in mente.
- Leggi il significato tradizionale e annota in cosa è diverso.
- Riprendila la sera e scrivi come si è fatta vedere nella tua giornata.
05
Come fare domande ai tarocchi
Una buona lettura comincia da una buona domanda. Se chiedi qualcosa di confuso, anche la risposta sarà confusa. Prima di mescolare, fermati un attimo a pensare a cosa vuoi sapere davvero.
Le domande migliori sono aperte e mettono te al centro. Invece di «Mi chiamerà?», prova con «Cosa devo sapere su questa relazione?» oppure «Cosa posso fare per stare meglio con questa cosa?». Con la prima resti lì ad aspettare. La seconda ti dà qualcosa su cui lavorare.
Non fare domande sulla vita degli altri come se potessi spiarla. I tarocchi si capiscono meglio quando parlano di te, di quello che provi, di quello che fai e di quello che puoi cambiare. Se la domanda riguarda l'altra persona, girala: «Che ruolo ho io in questa storia?».
Le domande sì o no hanno il loro spazio, soprattutto per decisioni concrete, ma usale con giudizio. Una carta ti orienta, poi a decidere sei tu. E non ripetere la stessa domanda finché non esce quello che vuoi sentirti dire. Di solito la prima risposta è la più sincera.
- Definisci il tema: amore, lavoro, una decisione o come stai tu.
- Usa «cosa», «come» o «cosa posso fare» invece di «quando» o «succederà».
- Datti un orizzonte ragionevole, per esempio i prossimi mesi.
- Scrivi la domanda prima di mescolare, così non la cambi dopo.
06
Le tue prime stese
Una stesa è un modo di disporre le carte in cui ogni posizione ha un significato. La stessa carta non si legge allo stesso modo se cade nella posizione del passato o in quella del consiglio. Per questo è meglio partire da stese semplici e salire un po' alla volta.
Una carta. Perfetta per cominciare. Va bene come carta del giorno o come risposta veloce a una domanda precisa. Visto che è una sola, puoi dedicarle tutta la tua attenzione: guardi l'immagine, pensi alla domanda e scrivi quello che ti suggerisce.
Tre carte. La più versatile. La versione classica è passato, presente e futuro, ma puoi cambiare le posizioni in base a quello che ti serve. Situazione, ostacolo e consiglio. Tu, l'altra persona e la relazione. Opzione A, opzione B e cosa devi sapere per scegliere. Con tre carte comincia già a vedersi una storia, ed è proprio questo il bello di leggere i tarocchi.
Croce celtica. Dieci carte che guardano una situazione da tutti i lati: il presente, ciò che lo incrocia, la radice, il passato, quello che hai in testa, quello che sta arrivando, come ti vedi, come ti vede chi ti sta intorno, le tue speranze e paure, e il risultato probabile. È bellissima, ma tienila per più avanti. Quando avrai preso confidenza con le tre carte, la croce celtica arriverà da sola come passo successivo.
- Settimane 1 e 2: una carta al giorno.
- Dalla settimana 3 in poi: tre carte, con posizioni scelte da te.
- Quando leggere storie di tre carte ti viene naturale: la croce celtica.
Tutte le stesePassato, presente e futuroCroce celticaTarocchi dell'amore
07
Le carte rovesciate
Una carta rovesciata è quella che, quando la giri, esce a testa in giù. C'è chi le legge e chi no, e vanno bene entrambe le scelte. Se stai cominciando, puoi ignorarle per un po' e leggere tutto al dritto. Hai già abbastanza da fare con 78 immagini.
Quando vorrai inserirle, non vederle come «la carta cattiva» né come l'esatto contrario. Di solito una rovesciata dice che la carta è bloccata, debole o rivolta verso l'interno. La Forza rovesciata ha poco a che fare con la violenza. Parla piuttosto di dubitare della tua forza, o di trattenerti così tanto da finire senza fiato. Il Sole rovesciato resta luce, solo coperta dalle nuvole.
Un trucco che funziona: quando esce una rovesciata, chiediti cosa manca alla carta per esprimersi bene, oppure quale suo aspetto stai vivendo in eccesso. Quella domanda di solito ti porta dritta al punto.
08
Leggere le combinazioni di carte
Leggere i tarocchi va oltre la somma di significati sparsi. Le carte si parlano tra loro, e imparare ad ascoltare quella conversazione è ciò che trasforma un elenco di definizioni in una lettura.
Comincia guardando l'insieme prima dei dettagli. Ci sono molti Arcani Maggiori? Allora il tema è di peso. C'è un seme che domina? Se escono tante Coppe, la questione è emotiva anche se hai chiesto del lavoro. Se abbondano le Spade, c'è tanto pensiero, forse troppo. Molte figure di solito vogliono dire che sono coinvolte diverse persone.
Poi guarda come si guardano i personaggi, verso dove camminano e quali colori si ripetono. Se una carta è rivolta verso un'altra, forse sono collegate. E pensa a come ogni carta sfuma quella accanto. La Torre vicino alla Stella racconta una crisi seguita dalla speranza: qualcosa si rompe, ma quello che arriva dopo ti guarisce. La stessa Torre accanto al Dieci di Spade indica una fine più dura, anche se definitiva.
Non preoccuparti se all'inizio non vedi i collegamenti. Arrivano con la pratica, e ogni lettura completa che scrivi nel diario ti allena l'occhio.
- Conta Maggiori e Minori.
- Guarda quale seme o elemento domina e quale manca.
- Cerca i numeri ripetuti. Due o tre Cinque indicano un periodo di tensione.
- Leggi le carte in ordine, come le vignette di un fumetto.
09
Esercizio di pratica in 30 giorni
Si impara di più con la costanza che leggendo libri. Questo piano di un mese è pensato per dedicare ai tarocchi dai dieci ai venti minuti al giorno. Se un giorno non ce la fai, pazienza. Riprendi il giorno dopo senza sensi di colpa.
L'unica cosa indispensabile è scrivere, su un quaderno o in una nota del telefono. Alla fine del mese rileggi tutto. Ti stupirai di quanta strada hai fatto e di quali carte sono tornate più volte nella tua vita.
- Giorni 1-7: pesca una carta del giorno. Descrivi l'immagine, annota tre parole e, la sera, come si è fatta vedere nella tua giornata.
- Giorni 8 e 9: separa i 22 Arcani Maggiori e mettili in ordine, da 0 a XXI. Guardali come un viaggio che parte dal Matto e arriva al Mondo.
- Giorni 10-13: dedica un giorno a ciascun seme. Guarda le sue 14 carte in ordine e scrivi che storia raccontano dall'Asso al Dieci.
- Giorno 14: mescola le 16 figure e associa ognuna a una persona che conosci o a un lato di te.
- Giorni 15-21: una stesa di tre carte al giorno con posizioni semplici, come situazione, ostacolo e consiglio.
- Giorni 22-25: allenati con le combinazioni. Pesca due carte e scrivi una frase che le unisca.
- Giorni 26-28: fai una stesa di tre carte a qualcuno di cui ti fidi e chiedigli se la tua lettura gli è stata utile.
- Giorno 29: la tua prima croce celtica, senza l'ansia di capire tutto.
- Giorno 30: rileggi il diario e annota quali carte ti escono più spesso e quali ancora non riesci a inquadrare.
10
Gli errori più comuni all'inizio
Ci siamo cascate tutte, quindi non preoccuparti se ti riconosci in qualcuno di questi. Sapere che esistono aiuta già molto a evitarli.
Il più frequente è la paura delle carte difficili. La Morte non parla quasi mai di morte fisica. Di solito annuncia una fine necessaria e un grande cambiamento. Il Diavolo riguarda legami e dipendenze da cui ti puoi liberare. Nessuna carta è buona o cattiva di per sé. Tutto dipende dalla domanda, dalla posizione e dalle carte che ha intorno.
Un altro errore è fare la stessa domanda più e più volte finché non esce la risposta che vuoi. Così la lettura smette di aiutarti a pensare e diventa un modo per calmare l'ansia che, alla fine, la fa crescere. Se ti succede, metti da parte il mazzo per qualche giorno.
L'ultimo è affidarsi ai tarocchi per ogni decisione. Le carte ti aiutano a pensare, ma non sono una stampella. Se ti accorgi che non muovi un passo senza consultarle, tieni a mente che a decidere sei tu.
- Leggere di fretta, senza guardare l'immagine.
- Prendere il significato del libro come verità assoluta.
- Fare stese molto grandi prima di padroneggiare quelle piccole.
- Leggere quando sei molto agitata. Meglio aspettare di essere più tranquilla.
- Dimenticare che il futuro mostrato dalle carte si può cambiare.